Recensioni
Gagarine, di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh
di Giovanna D'Arbitrio
Premiato al Roma Film Festival e ai Lumiere Awards, Gagarine, Proteggi ciò che ami, diretto da Fanny Liatard e Jérémy Trouilh, ha ottenuto anche 1 candidatura agli European Film Awards e 1 candidatura ai Cesar.

Il film è ambientato nella periferia sud di Parigi e racconta la storia di un ragazzo di sedici anni, Youri (Alseni Bathily), che sogna di diventare un cosmonauta: è nato e cresciuto nella cosiddetta Cité Gagarine, un insieme di case in mattoni rossi, sorto come simbolo architettonico di modernità. Ora tale luogo rischia di essere demolito per degrado e fatiscenza, ma Youri e i suoi amici, Houssam (Jamil Mc Craven) e Diana (Lyna Khoudri). vogliono combattere per salvare le suddette abitazioni.

Il cinema francese già da alcuni anni cerca di mettere in evidenza tensioni sociali e razziali presenti in particolare nelle zone periferiche e i registi esordienti Fanny Liatard e Jérémy Trouilh ci mostrano quanto sia importante il senso di appartenenza a un luogo, un luogo pieno di ricordi e di legami affettivi, nonché quanto sia difficile smantellare un’intera comunità.

Il film inizia con immagini d'archivio sull'inaugurazione della Cité Gagarine, in presenza dell'astronauta russo Jurij Gagarin. I registi utilizzano poi anche le reali immagini della demolizione degli edifici nel 2019.

Comunque mentre i vicini sono costretti a lasciare le loro case, Yuri, abbandonato dalla madre, rifiuta di andarsene e rimane nascosto nell’edificio semidistrutto, cercando di non farsi notare dagli operai: appassionato di astronomia, con la sua fantasia trasforma la Cité Gagarine nella sua astronave, creando un’atmosfera fantascientifica.

Un bel film, supportato da buon cast, includente Alseni Bathily, Lyna Khoudri, Jamil McCraven, Finnegan Oldfield, Farida Rahouadj, Denis Lavant.

La sceneggiatura è di Benjamin Charbit, Fanny Liatard, Jérémy Trouilh, le musiche di Amin Bouhafa, Evgueni Galperine, Sacha Galperine.

Volevamo proporre un altro sguardo sulle periferie parigine, mostrare gli abitanti con le loro storie vitali e bellissime e non limitarci alla solita violenza e al traffico di droga quando si parla di queste baraccopoli- hanno affermato i registi-Il film è più che altro naturalistico, ci sono alcune incursioni spaziali, ma iniziamo vicini alla terra, a quella comunità, ed è solo quando questa scompare e Yuri rimane solo che deve rifugiarsi nella sua immaginazione”.

E in effetti, come essi spiegano “la vera magia di Gagarine sta nel riuscire a rimanere in equilibro tra onirismo e realismo, un equilibrio che passa attraverso gli occhi del protagonista”.

Ecco il trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=2T6kHUlzcGI 

21/5/2022
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