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La favola di Maradona
La sua storia a puntate – 50
di Mimmo Carratelli
Achtung, Germania. Si profila un doppio scontro coi tedeschi per la conquista della Coppa Uefa. Semifinale col Bayern, finale con lo Stoccarda. Siamo in pensiero per te, Dieguito. La gamba destra ti tormenta.

E’ aprile e il campionato non ha più storia, l’Inter corre come una lepre. L’Europa è il nostro sogno. Otto partite già giocate, imbattuti, nove gol segnati, quattro subiti.

Col Bayern, “San Paolo” gremito, quattro miliardi d’incasso. I tedeschi vengono domati con una partita attenta e due tuoi suggerimenti, pibe, lanciano in gol Careca e Carnevale (2-0). Francini colpisce un palo, Carnevale la traversa. Pennelli lanci prodigiosi, ma a dieci minuti dalla fine devi lasciare il campo. Stiramento del retto femorale destro.

Ventimila napoletani a Monaco per la gara di ritorno nel magico Olympiastadion con l’onda lunga della tettoia trasparente. Primo tempo tranquillo. Sei il re del match. Lampi di classe, giocate di delizia. E vai! Rubi la palla a Nachtweih e già Careca corre al tuo invito per infilare il portiere tedesco (1-0). Scambio rapido col brasiliano, palla alta, colpo di testa, levi le braccia al cielo per il gol, ma l’arbitro ti pesca in fuorigioco.

Pareggiano i tedeschi, ma scodelli un’altra palla per Carequinha ed è il 2-1. Siamo irraggiungibili. Careca e Carannante falliscono la terza rete azzurra, il Bayern fa 2-2 a dieci minuti dalla fine. Storia chiusa, la finale ci aspetta.

Vent’anni prima, ai tempi di Zoff e Altafini, ci sbarazzammo dello Stoccarda con un gol di Canzi. Aspettiamo il bis. “San Paolo” pieno sino all’inverosimile, 81mila sugli spalti, incasso vicino ai cinque miliardi. Nello Stoccarda, gioca uno scugnizzo di Frattaminore, Maurizio Gaudino, 23 anni.

Che cosa combina il monello? Batte a sorpresa Giuliani un po’ fiacco sulla conclusione del ragazzino. Partita in salita, inchiodata sullo svantaggio alla fine del primo tempo. Gli eroi sono stanchi?

Macché, nella ripresa è musica azzurra. Diego, sei grande. Dal cappello a cilindro, cavi le giocate decisive, la prima sbarazzina assai che manda in bestia i tedeschi. Colpetto di mano a portarti la palla e tiro scaraventato sul braccio del difensore Schaefer in area. L’arbitro assegna un rigore generoso. Dal dischetto, con un sorriso malandrino, spiazzi irrimediabilmente il portiere Immel.

Venti minuti dopo, inventi il lancio al bacio per Careca ed è il raddoppio (2-1). Non è stato una grande match. Dici: “Abbiamo giocato col cuore”. I tedeschi accusano l’arbitro greco Germamakos: “Ha capovolto la partita”.

Il golletto di Gaudino ci disturba per il ritorno, ma siamo su di giri. Imprudentemente, Ferlaino ti fa una promessa: “Se vinciamo la Coppa ti lascio libero”. La seconda partita con lo Stoccarda è una gran musica azzurra e da Buenos Aires ti arriva la buona novella: è nata Yanina Minora. Nello stadio tedesco, quarantamila napoletani, giunti da Napoli e da tutta Europa, dagli Stati Uniti.

Va a segno Alemao, pareggia Klinsmann (Giuliani che cosa combini?). Ma il più memorabile assist della tua storia azzurra, pibe dei nostro sogni, sgancia in gol Ciro Ferrara. Con un colpo della tua testa di riccioli neri. Giochiamo in contropiede. Partita in pugno. Duetti con Careca, hai la palla, resisti alla carica del truce Allgoewer, la ridai al brasiliano che non perdona. E’ il 3-1 a mezz’ora dalla fine.

L’avversario geme, non ha più speranze. Si leva il canto della felicità: “Oje vita, oje vita mia”. E’ un lungo tuono d’amore che scuote lo stadio e seppellisce lo Stoccarda. Dai la palla a Carnevale per il 4-2, ma Andrea sbaglia. De Napoli regala ai tedeschi un autogol e, a festa già iniziata, lo Stoccarda pareggia (3-3) con Schmaeler al 90’.

La Coppa è nostra ed è il primo grande trofeo internazionale del Napoli. Grazie, Diego. In campo, un delirio di lacrime e maglie azzurre. Urli ai microfoni della televisione: “E’ bellissimo essere il capitano di questo Napoli”. A Ferlaino gridi: “Voglio restare fino al 1993”. Dimenticata la voglia di andar via. Sei felice: “Quando è nata Dalmita ho vinto lo scudetto, ora che è nata Yanina ho vinto la Coppa”. Mercoledì di gioia in Germania.

Cinquemila tifosi, a Capodichino, salutano il ritorno del Napoli da Stoccarda. Dolori e dissapori sono cancellati. Così sembra. Domenica giochi contro il Torino, una vittoria squillante (4-1). Lunedì parti per l’Argentina. Ti aspettano Claudia, Dalmita e Yanina. Buon viaggio, papà.

Continua

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12/11/2004
  
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