Approfondimenti
Libertà di parola e hate speech
di Giovanna D'Arbitrio
Martedì 8 giugno, alle ore 18, in un incontro in diretta sulla pagina FB di Bergamonews, la Prof. Michela Marzano ha trattato il tema “libertà di parola e hate speech”, per definire il confine tra libertà di espressione e istigazione all’odio. L’incontro è stato organizzato da Politeia, l’associazione bergamasca nata con l’obiettivo di promuovere una maggiore e qualificata presenza delle donne in politica.

Senza dubbio un tema molto caro a Bergamonews che già nel 2017 aveva firmato il manifesto di Parole Ostili, la prima community in Italia contro l’odio in rete, con l’obiettivo di far riflettere sull’influenza delle parole nella società e sull’importanza di sceglierle con cura, negli anni di tante fake news (le cosiddette bufale), contenuti offensivi e discriminatori (hate speech), provocazioni, accuse infondate (trolling).

Nel corso dell’intervista, moderata dalla giornalista di Bergamonews Lucia Cappelluzzo, è stato affrontato il tema della libertà di opinione da un punto di vista storico-filosofico e il confine tra la libertà di espressione e le parole d’odio, in particolar modo nei social.

Un incontro davvero interessante in cui Michela Marzano, dialogando con Lucia Cappelluzzo, ha espresso chiare e precise idee in merito, citando anche episodi tratti dalla sua esperienza personale o dalla realtà attuale.
Fin dall’inizio ha tenuto a differenziare il violento e spesso becero linguaggio d’odio dalla libertà di espressione e di opinione che sono ben altro! Per fortuna in Paesi democratici, come l’Italia, tali libertà sono garantite da buone costituzioni contro ogni tentativo di regime dittatoriale, anche se vanno sempre difese da eventuali attacchi in agguato.

Con il termine hate speech (linguaggio d'odio o discorso d'odio), di solito si indicano espressioni e frasi usate per deridere, disprezzare, mostrare ostilità verso individui o gruppi sociali, presi di mira in base a razza, religione, genere, orientamento sessuale, disabilità e quant’altro.

Lo hate speech si è diffuso purtroppo anche in politica e in particolare sui social dove per mancanza di opportuni filtri abbondano spesso insulti razzisti, commenti sessisti, attacchi omofobici, disprezzo per ogni tipo di diversità.

Comunque appare necessario difendersi denunciando, ma per farlo occorrono leggi come quelle contenute nel DDL Zan, nato per iniziativa del deputato Pd Alessandro Zan (approvato alla Camera il 4 novembre e ora all'esame della commissione Giustizia del Senato).
Esso prevede in effetti (con 4 modifiche alla già esistente normativa): l'estensione dei reati d'odio e violenza legati a razza e religione anche a chi discrimina omosessuali, transgender, donne, disabili.

La prof. Marzano ha inoltre opportunamente messo in rilievo il ruolo di scuola e insegnanti nel lottare contro bullismo e cyberbullismo, poiché appare sempre più evidente il bisogno di educare i giovani al rispetto degli altri in quanto esseri umani, al di là di qualsiasi diversità.

Michela Marzano, già parlamentare italiana del Partito Democratico, vive a Parigi dal 1999 dopo un dottorato di ricerca in Filosofia alla Normale di Pisa con Remo Bodei. A 36 anni ha ottenuto l'abilitazione come docente universitari, e attualmente è direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali (SHS - Sorbona) come docente ordinaria di filosofia morale presso l'università Paris Descartes.
Fra i suoi ambiti di ricerca ricordiamo quelli su corpo e suo statuto etico, etica sessuale e etica della scienza medica, filosofia morale in relazione alle sue implicazioni teoriche nelle norme di comportamento. Dirige una collana di saggi filosofici per le Edizioni PUF.

Fra le sue pubblicazioni in italiano ricordiamo Straniero nel corpo. La passione e gli intrighi della ragione (2004), Estensione del dominio della manipolazione. Dall'azienda alla vita privata (2009), Sii bella e stai zitta. Perché l'Italia di oggi offende le donne (2010), La filosofia del corpo (2010), La fedeltà o il vero amore (con M. Albertella, 2011), Etica Oggi. Fecondazione eterologa, guerra giusta, nuova morale sessuale e altre questioni contemporanee (2011), Volevo essere una farfalla (2011), Cosa fare delle nostre ferite. La fiducia e l'accettazione dell'altro (2011), Avere fiducia. Perché è necessario credere negli altri (trad. di Francesca Mazzurana, 2012), L'amore è tutto: è tutto ciò che so dell'amore (UTET 2013), Il diritto di essere io (Laterza, 2014), Non seguire il mondo come va. Rabbia, coraggio, speranza e altre emozioni politiche (con Giovanna Casadio, UTET, 2015), Papà mamma e gender (UTET 2015), Le virtù cardinali (con Remo Bodei e Giulio Giorello, Laterza 2017).
Nel 2018 ha pubblicato con Einaudi un romanzo, Le fedeltà invisibili
10/6/2021
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